Chi lavora in medical affairs fa da ponte tra la ricerca scientifica di un’azienda farmaceutica o di dispositivi medici e chi quei dati li deve usare: medici, autorità regolatorie, pazienti, e le altre funzioni dell’azienda stessa. Non vende, non sviluppa il farmaco, non lo registra. Traduce i dati clinici in informazione scientifica utile, corretta, verificabile, e la porta a chi deve usarla per prendere decisioni.

È una funzione che negli ultimi anni ha guadagnato peso. Le aziende hanno capito che serve qualcuno che parli con il mondo medico senza il filtro commerciale, e che allo stesso tempo sappia leggere un protocollo clinico e capire cosa significa in pratica per chi prescrive.

Cosa fa il medical affairs in un’azienda farmaceutica

Il medical affairs si occupa di gestire la comunicazione scientifica di un prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, dalla fase pre-lancio fino al post-marketing. In concreto, questo significa costruire e mantenere relazioni con i key opinion leader, rispondere alle richieste di informazione medica che arrivano da medici e ospedali, generare evidenze scientifiche aggiuntive rispetto a quelle degli studi registrativi, e formare internamente le altre funzioni aziendali su cosa dice davvero la letteratura scientifica su un prodotto.

Non è un ruolo unico e uguale ovunque. In un’azienda piccola una sola persona può coprire più aree, in una grande organizzazione medical affairs si divide in team distinti: medical science liaison, medical information, health economics and outcomes research, publications. Il filo comune è sempre lo stesso: garantire che l’informazione scientifica circoli in modo accurato, tra l’azienda e l’esterno, e anche dentro l’azienda stessa.

Un punto che spesso genera confusione: medical affairs non fa promozione. Le sue attività devono restare separate da quelle commerciali, proprio perché la sua credibilità dipende dal fatto che parla di scienza, non di vendite. Questa separazione è anche un requisito che le autorità regolatorie guardano con attenzione.

Le responsabilità del medical affairs

Le responsabilità del medical affairs si possono raggruppare in alcune aree principali, che in pratica si intrecciano tra loro tutti i giorni.

Comunicazione scientifica e relazioni con i key opinion leader

Il medical affairs costruisce relazioni durature con medici, ricercatori e specialisti che hanno un ruolo di riferimento nel loro campo. Non si tratta di incontri occasionali: significa ascoltare cosa serve alla comunità medica, condividere dati aggiornati, e portare all’interno dell’azienda quello che emerge da questi confronti. I medical science liaison sono la figura più esposta su questo fronte, quella che va fisicamente a parlare con i clinici.

Supporto a regulatory affairs e market access

Il medical affairs lavora a fianco di regulatory affairs quando serve preparare la documentazione scientifica per un dossier, e a fianco di market access quando bisogna dimostrare il valore terapeutico ed economico di un prodotto alle autorità sanitarie. Non gestisce direttamente queste pratiche, ma fornisce il contenuto scientifico su cui si basano.

Generazione di evidenze e studi post-marketing

Dopo l’approvazione di un farmaco o di un dispositivo, servono ancora dati: su efficacia nella pratica clinica reale, su sicurezza a lungo termine, su popolazioni di pazienti che negli studi registrativi erano poco rappresentate. Il medical affairs coordina questo tipo di ricerca, spesso in collaborazione con la ricerca clinica, con cui condivide non poco del proprio terreno di lavoro.

Formazione interna e gestione dell’informazione medica

Chi lavora in medical affairs risponde anche alle domande scientifiche che arrivano da fuori, medici che chiedono chiarimenti su un prodotto, farmacisti ospedalieri che vogliono approfondire un dato. E forma i colleghi delle altre funzioni, in particolare la rete commerciale, perché tutti parlino della stessa cosa con lo stesso livello di accuratezza.

Come si struttura un team di medical affairs

La struttura cambia molto a seconda delle dimensioni dell’azienda e dell’area terapeutica. Nelle organizzazioni più strutturate si trovano ruoli distinti: il medical science liaison che lavora sul territorio, il medical advisor che segue uno o più prodotti da un punto di vista più strategico, il medical information specialist che gestisce le richieste in entrata, il publication manager che coordina la pubblicazione di articoli scientifici.

A capo di tutto, di solito, c’è un medical director o un head of medical affairs, che risponde spesso direttamente al chief medical officer o alla direzione generale. Questo posizionamento non è casuale: segnala che la funzione ha un peso decisionale, non solo esecutivo.

Come entrare nel Medical Affairs

Chi vuole lavorare in medical affairs parte quasi sempre da una formazione scientifica, ma il percorso concreto per arrivarci passa da tappe precise: una laurea nell’area giusta, competenze specifiche da costruire, spesso un’esperienza in un’altra funzione prima di entrare davvero nel ruolo.

Percorso di studi

Il punto di partenza più comune è una laurea in area medico-scientifica: medicina, farmacia, biologia, biotecnologie, chimica farmaceutica. Non è un percorso obbligato allo stesso modo ovunque, alcune aziende valutano anche profili con background diverso se la persona ha comunque solide basi scientifiche, ma avere una formazione medica o farmaceutica resta il biglietto da visita più diretto per entrare in questo campo.

Competenze richieste

Servono competenze tecniche, capacità di leggere e interpretare studi clinici, conoscenza della regolamentazione del settore, familiarità con il linguaggio della statistica medica. Ma servono altrettanto competenze relazionali: sapersi confrontare con un clinico senza intimidazione, saper scrivere in modo chiaro per pubblici diversi, saper gestire progetti che coinvolgono più funzioni aziendali insieme.

Chi arriva da un dottorato di ricerca o da un’esperienza clinica ha spesso un vantaggio sul piano scientifico, ma deve costruire da zero le competenze di comunicazione e di gestione del business che questo ruolo richiede.

Formazione specifica ed esperienza

Molti professionisti entrano in medical affairs partendo da altre funzioni: ricerca clinica, medical writing, farmacovigilanza. È un percorso frequente perché queste aree condividono già parte del linguaggio e delle competenze di base. Un percorso di formazione mirato aiuta a colmare i vuoti, in particolare su regolamentazione, comunicazione scientifica e gestione delle relazioni con gli stakeholder esterni. LS Academy organizza corsi dedicati a questo ambito, pensati per chi vuole entrare in medical affairs o consolidare competenze già acquisite sul campo. Al termine dei percorsi formativi viene rilasciato un attestato di partecipazione.

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Medical affairs, medical writing e ricerca clinica: le differenze

Sono tre funzioni che spesso si confondono, perché lavorano tutte con dati clinici e scienza. La ricerca clinica progetta e conduce gli studi, dalla fase 1 fino al post-marketing. Il medical writing trasforma i dati degli studi in documenti strutturati: protocolli, report clinici, articoli scientifici. Il medical affairs prende quei dati, una volta prodotti, e li porta al mondo esterno, li integra nella strategia scientifica dell’azienda, li usa per costruire relazioni e generare ulteriore evidenza.

Domande frequenti

Cosa fa una persona che lavora in medical affairs ogni giorno?

Gestisce relazioni con medici e specialisti, risponde a richieste di informazione scientifica, lavora con altre funzioni interne su dati clinici e regolatori, e contribuisce a generare nuove evidenze sui prodotti dell’azienda.

Qual è la differenza tra medical affairs e regulatory affairs?

Il medical affairs si occupa di comunicazione e strategia scientifica verso l’esterno e verso l’interno. Il regulatory affairs si occupa delle pratiche di registrazione e delle relazioni formali con le autorità sanitarie. Le due funzioni collaborano spesso, ma restano distinte.

Serve una laurea in medicina per lavorare in medical affairs?

No, non è obbligatoria. Una laurea in ambito medico-scientifico, come farmacia, biologia o biotecnologie, è il percorso più comune, ma alcune aziende valutano anche altri profili scientifici con esperienza pertinente.

Che differenza c’è tra medical affairs e medical writing?

Il medical writing produce documentazione scientifica strutturata, come protocolli e report clinici. Il medical affairs usa quella documentazione per costruire strategia scientifica e comunicazione verso medici e istituzioni.

Che formazione serve per entrare in medical affairs?

Servono basi scientifiche solide, conoscenza della regolamentazione del settore e competenze di comunicazione. Corsi specifici su queste aree aiutano a colmare i vuoti per chi arriva da ricerca clinica, medical writing o farmacovigilanza.